“Accetta la teoria di Charles Robert Darwin nella parte in cui fa riferimento ad un “antenato comune” ma ne respinge con decisione l’interpretazione secondo cui tale antenato possa essere stato di una specie diversa, ritenendo che l’intelligenza, l’industriosità, le arti e tutte le attività degli uomini siano la prova che gli esseri umani sono stirpe degli dèi;” (art. 11 del Manifesto del MAM).
Il rapporto tra evoluzione, origine dell’uomo e dimensione divina costituisce uno degli aspetti più caratteristici della concezione del Movimento Artistico Mutazionista.
Il Manifesto del MAM accoglie il concetto darwiniano di “antenato comune”, riconoscendo nella teoria dell’evoluzione un importante principio di interpretazione del mutamento. Al tempo stesso, però, il Mamutazionismo prende le distanze dall’interpretazione materialistica secondo cui l’essere umano sarebbe riconducibile, nella propria origine, a una specie animale diversa.
Si tratta di una posizione filosofica propria del Movimento, che colloca l’intelligenza e la creatività umana all’interno di una concezione più ampia dell’uomo e della sua origine.
Darwin e il concetto di antenato comune
La teoria dell’evoluzione di Charles Robert Darwin introdusse una nuova concezione della storia naturale, nella quale le specie sono collegate attraverso processi di trasformazione e discendenza.
Il concetto di antenato comune assume, all’interno del MAM, una particolare importanza perché permette di concepire la vita come una realtà caratterizzata da relazioni, continuità e trasformazioni.
Il Movimento accoglie questo principio generale, ma lo interpreta all’interno della propria visione filosofica e mitopoietica dell’uomo.
Per il Mamutazionismo, infatti, l’origine dell’essere umano non può essere esaurita nella sola dimensione biologica.
L’uomo oltre la materia
Ciò che il Manifesto pone al centro della propria riflessione è la straordinaria capacità dell’essere umano di creare.
L’uomo possiede intelligenza, immaginazione, capacità simbolica, industriosità e capacità artistica. Costruisce strumenti, elabora sistemi di pensiero, inventa linguaggi, crea opere d’arte, interpreta il cosmo e produce cultura.
Queste caratteristiche vengono considerate dal MAM come elementi fondamentali per comprendere la specificità dell’essere umano.
Da qui nasce la concezione secondo cui l’uomo è “stirpe degli dèi”.
L’espressione non deve essere intesa necessariamente come una semplice affermazione genealogica in senso biologico. Nel contesto del Mamutazionismo essa assume soprattutto un valore filosofico, simbolico e mitopoietico: l’uomo partecipa di una dimensione creatrice che lo pone in rapporto con il divino.
L’intelligenza come capacità creatrice
L’intelligenza umana, nella prospettiva del MAM, non rappresenta soltanto uno strumento di adattamento.
È anche una forza creatrice.
L’uomo non si limita a vivere nel mondo: lo interpreta, lo rappresenta e, attraverso la cultura, costruisce nuovi mondi possibili.
La letteratura inventa realtà.
La pittura trasforma la percezione.
La musica organizza il suono.
La filosofia interroga l’essere.
La scienza cerca di comprendere il cosmo.
L’arte, nel suo insieme, manifesta quindi una capacità propriamente creativa che il MAM considera centrale nella definizione dell’uomo.
Gli dèi come immagine della creatività umana
Il riferimento agli dèi appartiene anche alla dimensione simbolica del Movimento.
Nella storia delle civiltà, gli dèi sono stati spesso rappresentati come esseri dotati di poteri creativi, conoscitivi e trasformativi. Affermare che l’uomo è stirpe degli dèi significa, nella prospettiva del Mamutazionismo, riconoscere nell’essere umano una vocazione alla creazione e alla trasformazione.
L’uomo muta se stesso e, attraverso la propria creatività, contribuisce al mutamento della cultura.
È precisamente questo rapporto tra uomo, mutamento e creazione a interessare il Movimento Artistico Mutazionista.
Evoluzione e trascendenza
Il MAM non considera necessariamente incompatibili l’idea di evoluzione e una concezione spirituale dell’uomo.
L’evoluzione può essere osservata sul piano biologico; l’uomo, tuttavia, può essere considerato anche sul piano antropologico, culturale, simbolico e spirituale.
Questi livelli possono entrare in dialogo senza che l’uno debba necessariamente cancellare l’altro.
La posizione del Movimento è quindi volutamente distinta sia da una semplice negazione dell’evoluzione sia da una concezione dell’uomo ridotta esclusivamente alla sua dimensione biologica.
Nel linguaggio del Mamutazionismo, l’uomo è essere mutante e creatore: una creatura capace di trasformare la propria cultura, i propri linguaggi e le proprie rappresentazioni del mondo.
L’uomo come creatore di mutamenti
La capacità artistica diventa così una delle manifestazioni più significative della natura umana.
Creare significa introdurre nel mondo qualcosa che prima non esisteva.
Ogni vera creazione contiene dunque una mutazione.
È proprio in questo punto che il pensiero sull’origine dell’uomo incontra il principio artistico del MAM: l’essere umano è colui che, attraverso l’intelligenza e la creatività, non soltanto subisce il mutamento, ma è capace di produrlo consapevolmente.
Da questa prospettiva nasce la figura dell’uomo come stirpe degli dèi: non un essere separato dal processo del divenire, ma un essere che partecipa al divenire attraverso la propria capacità di conoscere, immaginare e creare.
Per il Movimento Artistico Mutazionista, questa è una delle ragioni profonde per cui l’arte non può essere considerata una semplice ripetizione del passato.
L’uomo crea perché muta. E muta perché è capace di creare.


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