
Riflessione sulla nascita della coscienza
«Nulla esiste senza riconoscersi» non è soltanto una verità quieta, ma l’eco primordiale di Sol Invictus, Sole- RA, che da Sé si è generato e in Sé ha posto ogni origine.
Perché l’esistere, da solo, non basta: è flusso ancora informe, che prende forma solo quando la luce originaria si riflette su sé stessa e si contempla. Non è lo sguardo dell’altro a fondare l’essere, ma il ritorno della Luce su di Sé, atto eterno e inevitabile del Principio che si riconosce.
Riconoscersi non è un atto d’orgoglio, ma un gesto sacro di guerra interiore: è la Luce che si volge contro le proprie tenebre, non per negarle, ma per dissolverle nell’atto stesso del vederle. Ciò che è oscuro non viene rifiutato, ma attraversato, affinché ogni ombra perda consistenza dinanzi al fuoco originario di Sol.
C’è un momento in cui l’uomo comprende che non è frammento spezzato, ma luce velata: incompiuto solo finché non si ricorda della propria origine. Ogni parte di sé trova senso solo quando smette di fuggire la propria sorgente e vi ritorna come riflesso consapevole.
Così anche l’esistenza non si regge da sé: si compie nel movimento circolare della Luce che si riconosce, si nomina e si riaccende in ogni forma che ha generato.
E forse questo è il suo destino più segreto: non soltanto essere, ma tornare a essere consapevole di sé, mentre ancora si manifesta nel mondo.

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