Testo e musica di Antonia Calabrese © Dammi di più
Dammi d’amarti come neve
che scende lieve sopra me,
come silenzio che si posa
dove il tuo respiro c’è.
Dammi il tuo tempo nella pelle,
come la pioggia sulla terra,
che cade e scava senza fretta,
e ogni ferita poi disserra.
E nella notte sento già
una stagione nuova in me,
come radice che verrà
a bere luce dentro te.
Dammi d’amarti, dammi di desiderarti,
come l’alba chiama il giorno e lo fa nascere.
Dammi d’amarti, dentro il fuoco dei tuoi occhi,
o Sole che riscalda senza distruggere.
Sei la mia forza, sei la mia verità,
resta nel cuore che non si fermerà.
Dammi d’amarti… dammi di più.
Scorro tra valli e tra montagne,
nelle tue acque limpide,
levigo pietre antiche e stanche
che non han più memoria di sé.
E nella luce di primavera
ritrovo il senso delle cose,
sei il frutto buono della terra,
sei la risposta alle mie attese.
E in ogni passo sento che
mi stai chiamando ancora a te,
come un mistero che vivrà
oltre il confine che non c’è.
Dammi d’amarti, dammi di desiderarti,
come l’alba chiama il giorno e lo fa nascere.
Dammi d’amarti, dentro il fuoco dei tuoi occhi,
o Sole che riscalda senza distruggere.
Sei la mia forza, sei la mia verità,
resta nel cuore che non si fermerà.
Dammi d’amarti… dammi di più.
Tu che ardi e non ti consumi mai,
tu che dai luce e non ti perdi mai,
tieni il tempo dentro le tue mani
e lo nascondi agli occhi umani.
E io rimango qui a cercarti ancora,
come la notte aspetta l’aurora.
Dammi d’amarti… dammi di desiderarti,
mio Dio, mia luce, mia eternità.
Dammi d’amarti…
per tutto il tempo che verrà.


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