Padre nostro che sei nei Cieli,

ma sei anche nelle bidonville,

nei ventri pieni di mosche

dei bambini africani senza cibo,

che sei anche nei carcerati

che gridano perdono

e muoiono distrutti senza libertà,

che sei anche nei popoli in guerra,

ridotti a spegnersi di stenti e di dolore,

sia santificato il tuo Nome,

ma sia anche rispettata la donna

e costretta a non prostituirsi,

che non venga massacrata per un no,

sia onorata la natura tutta

e anche ogni essere vivente

che c’è sulla terra che Tu hai creato

non sia ucciso ma venga onorato,

venga il Tuo Regno,

ma venga anche la pace perenne

su questa civiltà annientata

dalla violenza, dai soprusi,

dalla carenza totale di umanità,

vengano il rispetto e la comprensione

di chi è Altro e indossa una pelle diversa,

Sia fatta la Tua volontà,

come in Cielo, così in terra,

ma fa’ che anche noi impariamo

ad accettare ogni sofferenza,

che l’Uomo e la Donna imparino

a baciare la terra dove camminano,

fa’ che la gente si sporchi le mani

per costruire un mondo più solidale,

dacci oggi il nostro pane quotidiano,

ma dona anche ad ogni creatura la libertà,

che i popoli non siano oppressi, depredati,

calpestati, derisi nelle loro tradizioni,

fa’ che tutti possano avere la salute

del corpo, dell’anima e dell’intelletto,

donaci anche il canto della natura

e fa’ che ognuno lo sappia accogliere

e rispettare in ogni suo fremito vitale,

rimetti ai noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo

ai nostri debitori, e fa’ che s’impari

a perdonare e a non giudicare il Fratello,

fa’ che ci siano cibo e acqua per tutti,

e che l’assenza di giudizio

sia il nostro pane ogni santo giorno,

che ogni stagione venga glorificata,

che ogni preghiera venga ascoltata,

e fa’ che ogni lacrima umana

possa da ognuno di noi essere asciugata,

non ci abbandonare alla tentazione,

ma fa’ anche che ripudiamo

ogni assalto del maligno, fa’ che si rifiuti

ogni cattiva parola, ogni sguardo disumano,

che l’Uomo voglia abbracciare e non devastare,

che tutti noi vogliamo essere miseri

semi di luce, piccole candele per la solidarietà,

la dignità e l’onore di ogni Fratello sulla terra,

ma liberaci da ogni male,

e fa’ che si riesca a debellare le malattie,

che la gente sofferente possa guarire,

che nessun anziano venga mai abbandonato,

che ogni neonato possa venire alla luce,

fa’ che chi si ama non si offenda mai,

e liberaci anche dalla vanagloria,

dalla sete di sesso e dalla fame di denaro,

liberaci da ogni pensiero maldicente

e di cattiveria gratuita, che venga, o Padre

la civiltà dell’amore che Tu hai promesso

e che un tempo hai creato per ognuno di noi,

Amen. Così sia.

Abbi pietà di questo mondo.

Abbi compassione di ognuno di noi.

Ogni ginocchio si pieghi davanti a Te.

(Carlo Molinari)

“Padre nostro laico” di Carlo Molinari – La poesia come atto di mutazione e spiritualità laica

Nel poema “Padre nostro laico”, Carlo Molinari rielabora una delle preghiere più emblematiche della tradizione cristiana, trasformandola in un atto poetico di coscienza civile e mutazione spirituale.
In linea con i principi del Movimento Artistico Mutazionista, la sua voce intreccia fede, etica e umanesimo, per dare forma a una nuova visione dell’arte come responsabilità e rinascita interiore.

Dio, nella poesia di Molinari, non è un’entità distante ma una presenza che abita le pieghe della realtà: “nelle bidonville”, “nei carcerati”, “nei popoli in guerra”. La parola poetica diventa strumento di compassione attiva, preghiera laica e civile, invito a costruire un mondo più giusto e solidale.

Il ritmo liturgico e la ripetizione dei versetti tradizionali (“sia santificato”, “venga il tuo regno”, “liberaci da ogni male”) non evocano più soltanto un credo religioso, ma un rituale collettivo di umanità, che unisce credenti e non credenti in un’unica richiesta di pace, rispetto e amore universale.

“Padre nostro laico” è una poesia che trasforma il dolore in consapevolezza, la parola in azione, la fede in solidarietà.
Carlo Molinari rinnova così il linguaggio spirituale della contemporaneità, offrendo una preghiera per l’uomo e per la Terra, un canto di compassione che è anche invito al cambiamento (Antonia Calabrese).


Subscribe to my newsletter

Lascia un commento

Scopri di più da Movimento Artistico Mutazionista

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere